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Alberta Dionisi. SCIÀRA   avanti

Alberta Dionisi

Nata a Roma nel 1957 vive a Catania. Studi classici e universitari in discipline storiche, nessuna scuola artistica. http://spaces.msn.com/neuroneperduto/                        http://www.flickr.com/photos/36881759@N00/

e-mail   albertadionisi@hotmail.com

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SCIÀRA *

L'acquerello ha acquisito, come tecnica pittorica, una sua autonomia fin dal settecento, quando scrittori-illustratori iniziarono ad utilizzarlo come strumento per documentare visivamente i luoghi dei loro viaggi. Ma era anche l’epoca in cui iniziava la rivoluzione industriale e la borghesia si andava affermando come classe facoltosa: l’acquarello entrò a far parte dei sistemi educativi delle fanciulle borghesi e divenne altresì un’elegante impegno per le signore di quella stessa classe sociale che occupavano così il tempo libero dagli obblighi mondani.

Queste opere sono una testimonianza di usi e costumi, e quindi possono essere considerate una specie di antenati degli strumenti di comunicazione di massa: senza questi lavori e le impellenze ad essi collegate, forse non avremmo avuto la macchina fotografica e quanto che ne consegue.

Oggi, che i mezzi di produzione dell'immagine si sono molto evoluti e sono alla portata di tutti, si utilizza la tecnica pittorica dell'acquerello in un processo a ritroso, tramite il quale una persona si riappropria di un modo di produrre immagini forse primitivo, ma che dà comunque la possibilità di esprimersi chiaramente senza possibilità di mentire e nascondere.

Ma soprattutto fa bene a se stessi, è come una terapia per il proprio io, quell'io confuso frustrato sepolto da mille immagini che comunicano il niente. Dipingere è una terapia contro il male moderno, contro lo stress di una vita convulsa e vuota, quello stress che ancora si stenta a ritenere una patologia ma che, proprio perché non lo si vuol riconoscere, si trasforma in un mal di vivere alienante e mortale.

Siamo pieni di cose, figli, mogli, mariti, parenti, oggetti, storie, immagini, la nostra vita sembra un catalogo di un iper-mercato. Se abbiamo la possibilità, allora, se ci si presenta l'occasione, con una piccola scatola e con pochi colori, un pennello e un foglio di carta (magari buono), ci appartiamo e riusciamo a trarre fuori da noi quello che tante volte abbiamo voluto dire ma che, al pronunciare delle parole, l’abbiamo sentito mutare di significato, come se il suono della nostra voce l’avesse tante volte inesorabilmente ucciso. Mentre con due colori e quattro pennellate raccontiamo quello ch'è il nostro spirito, il piacere dell'attesa, la trepidazione dell'evento, la contemplazione di una nuvola che ci racconta del suo viaggio.

All'improvviso, così, ci troviamo ad avere aperto la porta a quell’universo parallelo che sta sempre con noi ma che raramente riusciamo a penetrare. Siamo fortunati se succede: a dare una rapida sbirciatina può essere la gioia suprema o la dannazione eterna, ma perdinci!, ne vale la pena sì, di riuscire ad aprire questa porta!

E' il privilegio dell'Artista, di colui che riuscirà a lasciare una traccia indelebile nell'andare visionando del nostro io.

Alberta Dionisi ha scoperto che questa porta esiste e, perbacco, forse l'ha già schiusa e non ce lo vuol far sapere. Ma forse, se prestiamo attenzione alle sue opere, possiamo percepire da soli se l'ha aperta.

A chi vuol imparare a dipingere ad acquerello faccio vedere come esempio le opere di Alberta Dionisi, ed è tutto chiaro come alla luce del sole di primavera: studi umanistici, tanti libri e letture, totalmente assorbita dagli eventi della vita d'altri e che inesorabilmente diventano i suoi, melanconia camuffata d'apatia di chi non può opporsi ad eventi più grossi di lei. Priva di scuole artistiche, ma non di cultura artistica, anzi raffinata cultrice di tutto quello che ha che fare con l'arte, il buon gusto e il buon modo, scarsa manualità, ma capace - con pochi elementi tracciati con gli acquerelli - di farci intravedere che è possibile un nuovo mondo fatto di valori eterni, come la nera sciàra e l'immenso mare, valori che rendono la vita possibile e vivibile, e non i futili tram-tram della vita moderna. Lei non lo sa, ma ha inventato un nuovo colore, il nero di sciàra, quel nero con sfumature azzurrino, rossastro, giallognolo... e con i suoi acquerelli ci racconta di questo colore, il suo colore, il colore che ha visto sin da quando è nata come tanti altri, ma che altri non hanno saputo apprezzare e raccontare.

Spero che oltre ad usare “ il dipinger ad acquerello “ come terapia contro il mal di vivere moderno, questo venga usato per arricchire se stessi e gli altri. Alberta Dionisi ha fatto questo, ha arricchito se stessa e chi osserva le sue opere.

Scritto sul treno Freccia della Laguna Catania – Firenze, il 26.03.2006.

*Sciàra, voce siciliana di origine araba ( harra ' zona petrosa, terreno vulcanico, campo di lava, da harr “ calore”).