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Antonio Del
Bufalo nasce nel 1953 a Catania, dove tutt’ora risiede;
dopo la maturità scientifica si laurea in ingegneria.
Svolge attività di dirigente.
e-mail
antoniodelbufalo@aliceposta.it
http://www.flickr.com/photos/8579943@N08/
L'ANTICO OLANDESE
La strada s'inerpica tra stretti
muri bianchi, incontra delle scale, gira a sinistra, riesce più sù
incontrando altre scale e rigirando ancora a sinistra, s'insinua tra
altre case per rispuntare in una nuova dimensione: come in un anello
di Moebius.
Antonio Del Bufalo nelle sue opere
senza neanche accorgersene pensando di fare delle buone opere
realistiche, è entrato in quella dimensione più che iperrealistica,
più che metafisica.
Con l'attenzione al particolare e la
trasformazione di questo a trame di texture fanno si che in alcune
opere ricordano le decorazioni dell' Alhambra di Granada, i disegni
impossibili di Escher,
le opere iperrealistiche le opere metafisiche: il tutto racchiuso su
un piccolo foglio di carta con una tecnica che difficilmente
comprendi che sia un acquerello perché privo di qualsiasi sbavature
tipico di questa tecnica.
Davanti a questo stesso acquerello
ci viene spontaneo chiedersi: ma perché sorge nell'uomo la necessità
di dipingere? Questa caparbia voglia di narrare su un pezzo di carta
i colori le trame gli spazi che il nostro spirito irrequieto e
curioso ci suggerisce.
In Del Bufalo è assolutamente
naturale, prima o poi è il momento in cui necessita fissare sulla
carta quello che in nessun altro modo si può dire.
Nella sua famiglia lo hanno fatto
tutti e come per una componente genetica anche lui deve comunicare
la sua visione: Una visione sublimale della realtà che lo circonda.
Forse un folle olandese continuando l’opera di
altri incredibili e sublimi artisti ha tramandato ad altri artisti
ancora, in altri contesti ed epoche, la lucida follia del raccontare
con immagine quello che con le parole non si può narrare.
E questo “ racconto dei racconti “
tempo fa è arrivato in Sicilia per strade, traverse e vicoli fino ai
Del bufalo e questi inconsapevolmente uno ad uno; nonni, padri madri
figli zii nipoti, cugini hanno prodotto opere per il semplice
spirito di raccontare per immagini: si racconta di quando si era in
guerra, di quando si era in prigionia, di quando si villeggiava ad
Acitrezza di quando si partecipava ad un funerale… e quale modo
migliore è quello di fare un disegno, un acquerello, un dipinto, una
vignetta per comunicare agli altri le proprie sensazioni i propri
stati d’animo.
Tutto questo può rimanere nel
semplice piacere del raccontare, ma quando con queste opere si
valica il semplice fatto descrittivo per toccare dimensioni
parallele della realtà quotidiana, allora si entra nel campo
dell’arte, di quell’arte come hanno fatto grandi artisti come
Escher,
Moebius (Jean
Giraud) De Chirico, Borges
solo per citarne alcuni, in cui osservando le opere di Antonio Del
Bufalo inesorabilmente si associa, e non perché a questi lui si
rifà, ma perché da questi ha avuto trasmesso i geni del raccontare,
di spazi di luoghi e dimensioni che comunemente non si trovano tutti
i giorni anche se sono lì dietro l’angolo, ma ci vuole per vederli e
narrarli la genialità di un antico e saggio spirito curioso che
sappia cogliere e narrare i particolari invisibili della realtà.
I pregi nella sua opera possono essere così
elencati:
·
La totale assenza di
presunzione velleitaria e arrivistica.
·
La semplicità e la chiarezza
descrittiva.
·
La padronanza del disegno dal
vero come bagaglio genetico, privo di qualsiasi influenza
d’insegnamenti.
·
Il ribaltamento della
descrizione della realtà nella dimensione della spazialità
metafisica senza l'ausilio di sotterfugi.
I difetti possono essere elencati invece negli
stessi punti sopra indicati, purché inesorabilmente ogni pregio
diventa difetto se non si fa sì che la propria opera continui dopo
che sia stata compiuta e non si sia consapevoli che và anche
imposta, come contropartita delle innumerevoli obbrobri che il mondo
dell'arte impone.
I pregi diventano difetti se non ci
si scontra e si combatte per le proprie immagini, le opere valide
soccombono sotto cataste d’ opere dettate da falsi miti artistici.
Dipingere è un modo di manifestare con se stessi
e gli altri la voglia di vivere lo spirito delle cose che và oltre
l'apparenza, il cercare di parlare del " sublime " del " mistero "
di questo mondo che ci circonda.
Antonio Del Bufalo ha il dovere con
se stesso e con gli altri di continuare la propria opera e di
battersi per essa, perché ha la supremazia di colui che sa, di colui
che è inattaccabile perché il suo sapere si trasmette geneticamente
da generazioni e come tale và trasmesso a chi vuole apprezzare lo
spirito libero del viandante erratico, che prima o poi completa
l'opera iniziata da altri e che sà che spetta a lui continuare per
poi passare ad altri l'eterno e imprescrutabile disegno di una
volontà sconosciuta e superiore.
In ogni opera di Antonio del Bufalo
questo disegno imprescrutabile è palesemente visibile e chiede
d'essere continuato e consegnato a chi vuole ancora continuare a far
sì che certi valori si tramandino di generazione in generazione, a
lui è stato consegnato e lui lo deve consegnare ad altri, come nelle
antiche botteghe d'arte i maestri tramandavano agli allievi, futuri
nuovi maestri, i segreti del fare i capolavori.
Catania, domenica 15 febbraio 2004
Note degli
artisti che si nominano in questa presentazione
Moebius
alchimista del 700 a cui si deve la dimostrazione, quasi un giuoco,
che è impossibile percorrere con una matita una strisciolina di
carta da una faccia all'altra in modo continuo, senza staccare la
matita, ma basta congiungere i due lembi della carta nel segno dell'
infinito questo diventa possibile, in questo modo si dimostra che
basta una particolare modifica dei piani nello spazio è ci si può
trovare in una altra dimensione senza neanche accorgersene, da che
mi trovo sul lato A senza interruzione di sorta mi ritrovo sul lato
B e passo dal piano A al piano B ininterrottamente.
Moebius),
pseudonimo di Jean Giraud, (Francia Fontenay-sous-Bois 1938-
autore
di fumetti con il nome Gir ha firmato dei famosi fumetti Western,
mentre ha rivoluzionato l’arte del fumetto quando sulla concezione
dell’anello di moebius con questo pseudonimo ha creato un nuovo modo
di raccontare storie per immagini.
Escher, Maurits Cornelis (Leekwarden 1898 - Laren 1972), artista grafico olandese. Si
occupò soprattutto di xilografia e litografia). Il fascino delle sue
opere, che spesso raffigurano paesaggi enigmatici e bizzarre
costruzioni architettoniche, risiede soprattutto nella capacità
dell'artista di giocare con la realtà. Concepì le sue composizioni
con precisione matematica, spesso per ottenere paradossi
prospettici. Era interessato soprattutto all'unione dei contrari,
come esterno-interno, giorno-notte, o ai giochi di alternanza tra
figure e sfondo, come nelle serie infinite di metamorfosi di rettili
o pesci.
Borges, Jorge
Luís
(Buenos Aires 1899 - Ginevra 1986), scrittore argentino, autore di
poesie e racconti che lo collocano tra le figure più significative
della letteratura latinoamericana e mondiale. Con le sue opere, che,
ricchissime di riferimenti letterari, spesso mescolano finzione e
realtà, Borges creò universi fantastici e metafisici, dotati di un
simbolismo del tutto personale.
De Chirico,
Giorgio
(Vólos, Grecia 1888 - Roma 1978), pittore italiano, fondatore della
scuola metafisica. Studiò arte ad Atene e a Monaco, dove conobbe la
pittura romantica e decadente del pittore svizzero Arnold Böcklin e
di Max Klinger
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