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Lucilla Carucci |
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TELA |
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La “
tela
“ è la superficie più
idonea per dipingere e generalmente si usa preparandola con imprimiture varie,
ma è stata usata anche grezza dipingendovi senza nessuna preparazione e comunque
sempre è considerata come supporto su cui applicare il dipinto.
Si crede che l'
azione del dipingere comporti coprire una superficie con colori e forme,e che
questa operazione normalmente venga eseguita utilizzando strumenti come pennelli
e coloranti od elementi simili, invece sono stati usati anche elementi impropri,
carte, oggetti ed ogni qual altro la fervida fantasia dell'artista abbia deciso
d'inventarsi e applicare, per cui la tela
entra nel campo dell'arte anche a più livelli:
come supporto, come soggetto, come oggetto, ...
In toscana le opere di Lucilla
possono essere chiamate anche “ cenci “: a Prato sono state costruite delle vere
e proprie fortune economiche con il riutilizzo degli stracci, le manifatture
tessili usano come materia prima il riciclaggio del vestiario smesso, il
cenciaiolo è colui che raccatta la roba dismessa per poi darla a chi la
seleziona, la separa nei vari elementi per poi ritrasformarla in filati.
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Ci sono capannoni in cui avvengono
tutti i processi del riutilizzo della tela, cataste di cumuli di tele di tutti i
colori e tipi, è da questi luoghi che provengono i colori delle opere di Lucilla
e da cui trae le materie prime e quindi la tela è già pittura, materia prima, unica ed
esclusiva:
I colori sono quelli che sono serviti per la coloritura delle stoffe, e che l'uso ha reso stralucidi e a trama diradata:
vestiti, fodere, rivestimenti, invece di essere destinate al
macero diventano con le mani di Lucilla opere
pittoriche a tutte gli effetti, continuando a mantenere la loro natura
intrinseca, acquistando dignità di esistere per quello che sono, cenci, e di
svolgere la funzione di materia pittorica al sevizio di un artista.
Dei dipinti hanno la consistenza la trama e la struttura, dei
dipinti hanno la concezione, la fase della lavorazione, e la fase finale del
loro utilizzo. Dei dipinti hanno la stessa tecnica come scrisse De Chirico
“Non bisogna dimenticare che la parola tecnica viene dal greco Téchne che vuol
dire arte”. La tecnica è dunque lo strumento per la trasformazione della materia
grezza in materia artistica .
Una cucitura trasversale, la
diagonale dei due angoli del quadro, determina il taglio e la profondità
dell'opera, la trasparenza del tessuto dà gli effetti di velatura che
determinano lo spessore e le trasparenze, il piegato e il corrugato determinano
il corpo della materia pittorica.
Queste opere affascinano
soprattutto chi conosce l'iter progettuale delle cose,
perché in esse intravede tutto il processo, articolato e complesso, che ha
portato alla concezione e alla realizzazione di esse., un processo astratto
esclusivamente mentale che inesorabilmente Lucilla riesce piano piano a
focalizzare e a dar forma, e quindi a comunicare a chi vuol sentire
Lucilla Carucci rappresenta con le
sue opere tutto il suo mondo e se uno conosce Lucilla vede ovunque continuamente
trasformato in oggetti preziosi quello che normalmente viene scartato, la
ricerca alchemica degli esoterici di trasformazione della materia bruta in oro,
con Lucilla Carucci avviene costantemente sulle cose su cui lei ritiene di
posare l'attenzione, lei trasforma in oro quello che gli altri non considerano e
scartano come un oggetto dismesso. |
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Se capitate a Firenze andate in
via del Paradiso, prima dell'inizio della campagna dentro il
complesso degli indigenti dopo
un piccolo arco ( non quello grande ) in rossi mattoni, salendo una lunga
scalinata in pietra serena e in cima ad una stretta scaletta, c'è una porta
verde, suonate al campanello che non porta il suo nome vi aprirà lei, se avrete
fortuna, altrimenti dovrete ritornare un'altra volta, perché lei è occupata in “
altre “ cose, e se putacaso la trovate scoprirete il luogo dove ogni più umile
oggetto ha diritto alla sua importanza, una normale pietra è li a rappresentarsi
in tutta la sua dignità di pietra, una sedia destinata alla distruzione resiste
solida e impassibile ancora per tanti anni alla sua funzione primaria di sedia,
far sedere comodamente:
Ogni cosa invece di esser
abbandonata ed estinta se cade sotto l'attenzione di Lucilla riacquista nella
sua casa-studio-laboratorio dignità di esistere , e di tutto questo descrivono,
sussurrano e raccontano le
“
tele
“
di Lucilla Carucci. |
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Lucilla Carucci
via del Paradiso,
54. FIRENZE - 50126. Tel 055685051
lucillacarucci@tiscali.it
nasce nel 1943 a Camerino
- nelle Marche - dopo la maturità classica sceglie Firenze, dove si
laurea in architettura..
" Insegna e lavora " con un gruppo di malati mentali,
fa loro conoscere le stoffe, ne nasce una scuola: " Fili e Colori
". |
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HOORN - NEDERLAND WESTFRIESGASTHUIS
15 dicembre
2008 - 15 marzo 2009
MAELSON STRAAT
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